Addaround

“Lidia su ‘l placido fiume, e il tenero amore, al sole occiduo naviga.” (Giosuè Carducci, “Su l’Adda”). Così diceva il poeta del fiume che più volte abbiamo attraversato oggi: un corso d’acqua importante, maestoso, a volte ampio da formare un lago, a volte stretto da creare profondi canyon nella roccia.

Ma andiamo con ordine: ci siamo ritrovati davvero tantissimi al Concessionario Moto Perego di Dolzago per partire per un’altro giretto del sabato, questa volta in verità graziati dal tempo che ci ha regalato una tiepida giornata di sole invernale.

Nuovi volti e facce conosciute ormai si alternano alla partenza in un gioco infinito di sostituzione nella quale l’ultimo arrivato si sente subito parte di un gruppo senza colore o distinzione, tutti animati dalla voglia di girare assieme.

Puntuali si parte e si inizia ad attraversare l’alta brianza tra colline addormentate, stando bene attenti a mettere le ruote sull’asfalto asciutto perchè il ghiaccio infido ti guarda di traverso dal bordo della strada; il primo colpo d’occhio lo abbiamo già scendendo da Galbiate dove da dietro una curva si apre uno scorcio del Lago di Lecco con la vista della città e dei ponti che attraversano l’ultimo tratto lacustre prima che ritorni fiume proprio a Olginate, dove attraversiamo la diga riempiendo tutto il ponte con le nostre decine di moto.

Velocemente siamo al Santuario del Lavello, millenaria costruzione di Calolzio e in men che non si dica andiamo a Monte Marenzo dove una strada da veri intenditori ci porta a Cisano Bergamasco: è sempre bello mostrare una chicca ai motociclisti che vengono da lontano, che magari tra qualche tempo ripercorreranno queste zone ricordandosi la nostra avventura.

Come esuli in terra lontana non riusciamo a star troppo lontani dall’acqua, quindi scendiamo lesti verso l’Adda per una breve sosta al traghetto leonardesco.

L’atmosfera è molto tranquilla sia per il placido scorrere del fiume, qui calmo e tranquillo, sia per il periodo che permette di arrivare laddove in altre parti dell’anno non è assolutamente consigliabile.

Fatta qualche foto di rito si riparte per il ponte di Paderno: prima di attraversarlo ci riuniamo tutti come fossimo in parata su questa volta vertiginosa che solca ad un altezza di 80 metri la conca del fiume; non lo vedi quasi, ma lo senti scorrere sotto e dentro di te, come qualcosa di ancestrale che ti agita fin nel profondo.

Ancora un paio di sorprese attendono i numerosi partecipanti: la prima è il Santuario della Beata Vergine del Carmelo di Montevecchia, una chiesa in cima ad un cucuzzolo che domina la pianura permettendo di vedere, come su un vastissimo plastico architettonico, tutto quello che succede da Cuneo a Piacenza.

Finalmente abbiamo l’occasione di fare quattro chiacchere bevendo un corroborante caffè che riporta calore e sorrisi tra i partecipanti; è bello vedere nascere nuove amicizie e consolidarsi rapporti di appassionati tutti riuniti in un luogo affascinante che spazia su centinaia di km di territorio.

Ci si saluta e ci si augura una buona settimana prima della prossima scorribanda di domenica prossima….ma non c’era un’altra sorpresa ?!

Infatti c’è anche quella !

Quando il gruppo si fa ristretto e scende mesto il sole all’orizzonte si apre una parte diversa del giro, riservata a poche moto che vogliano gustare ritmi più serrati e guide più sportive…la modalità “smodata”. Principe assoluto di questo modo di andare in moto è Sergio “the Wrist” Dell’Oro che, sornione nel gruppo per tutto il tempo, attende il segnale per scatenare la sua furia tra le stradine meno battute del territorio…non provate a seguirlo se siete deboli di cuore altrimenti vi troverete ad associarvi ad un diabolico centauro.

Si apre pertanto quest’ultimo elettrizzante momento fino ad arrivare di nuovo al parcheggio di Dolzago dove entusiasti e appagati compagni si scambiano suggerimenti e consigli per il prossimo giro…che sarà già Domenica prossima !!!